Se questo è dare l’anima…!

Nella fase corrente i cattivi pensieri e le preoccupazioni per Mister Delneri non sono davvero pochi…

Il cielo non è azzurro sopra la testa dell’Udinese. Parafrasiamo un noto adagio divenuto popolare in occasione della Coppa del Mondo vinta a Berlino dalla Nazionale Italiana per sottolineare come al di sopra dell’Udinese si stiano addensando piuttosto scuri nuvoloni. Nuvoloni che in qualche modo ci parlano di un approccio all’agonismo proprio della squadra friulana che sta diventando sempre più scialbo e svincolato da quel più o meno solido substrato motivazionale che era proprio della squadra condotta in questa fase storica da Mister Delneri. La squadra sembra essere sempre più in balia della sua inedia e della sua demotivazione, per non dire proprio delle frustrazioni di un collettivo che debba ancora acquisire un solido profilo identitario. Quando questa squadra va in campo non tutti sembrano remare per lo stesso verso, anzi… Le sintonie tra gli uomini sono molto lasse, non sorrette da una cifra di grinta che possa essere considerata come minimamente sufficiente. Questo si è notato chiaramente, come abbiamo già avuto modo di porre in enfasi in fase di analisi specifica settimana scorsa, contro il Chievo. E non solo, si è ripetuto con un livello di evidenza e di gravità ben maggiore nella partita di Ferrara contro la Spal. Contro i i biancazzurri neopromossi in Serie A abbiamo potuto registrare la pressoché totale assenza dal campo di una squadra che pareva totalmente in balia di sentimenti non certo compatibili con l’agonismo produttivo. Per tutta la partita l’Udinese ha fatto tantissima fatica ad arrancare sul campo, e si vedeva lontano un miglio che il suo livello motivazionale si riduceva davvero ai minimi termini. Il fatto di aver giocato a un livello plausibile si e no una quarantina di minuti effettivi sparsi qua e la per la durata della gara non può che preoccupare in maniera ingente e lancinante chi ha a cuore i destini di questa squadra e ne osserva da vicino il progresso ma soprattutto il regresso, di questi tempi. Al di la di ogni considerazione che lascia propriamente il tempo che trova in merito agli aspetti più tecnici, la cui trattazione deve essere rimandata a periodi nei quali il rendimento della squadra possa fare testo, ora c’è solo una considerazione cardinale da estendere. Nel tempo intermedio tra la pausa per le Nazionali e la ripresa del campionato c’è solo una cosa da fare per l’Udinese che voglia recuperare sé stessa e il rapporto con i suoi pubblici. Bisogna assolutamente prendere il mano il discorso relativo a quella che sinora resta solo una azione di marketing svincolata dall’impegno agonistico e mettersi propriamente la mano sulla coscienza. Devi in buona sostanza chiederti, cara Udinese, quale sia il motivo per il quale in questo periodo stai facendo tutto fuorché dando l’anima, e quindi stai venendo meno alle promesse fatte in sede preliminare al campionato. Confidando nella serietà professionale degli elementi che compongono il tuo collettivo, dandoti un poco di risposte che hanno certamente connotazioni negative si spera che tu con la tua forza morale e l’atteggiamento alla causa faccia scaturire quella quantità di orgoglio necessaria ad uscire dalla vera e propria inedia che in questo periodo ti impedisce di esprimerti in misura sufficiente e di trarre i risultati positivi che in condizioni normali di positività né dovrebbero discendere… E’ ovvio che la pausa diventa provvidenziale nell’ottica specifica di svolgere un lavoro che vada a rafforzare l’affiatamento che può caratterizzare il gruppo squadra, e mister Delneri saprà di sicuro quelle che sono le caratteristiche che deve avere un lavoro propedeutico a rilanciare anche la solidità della sua panchina, che da situazioni così negative come quelle maturate contro Chievo e Spal può trarre solo effetti penalizzanti. Nella Udine del Calcio tutti dovranno approfittare ora per ricaricare le batterie, e per rilanciare una vicenda sportiva che non può essersi eclissata così presto e che necessita di un repentino rilancio, anche di una certa portata … Carpe diem, dunque, approfittando della pausa-nazionali per riportare in alto le quotazioni delle zebrette friulane.

Articolo di
Valentino Deotti

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valentino.deotti@udinesenews.it

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