L’Udinese a Genoa almeno a punti… Il resto verrà. Forse…

Propositum mutat sapiens, at stultus inhaeret.

Il saggio muta consiglio, ma lo stolto resta della sua opinione. (Francesco Petrarca, Ecloghe, VIII. )

Nel mondo pallonaro il saggio dovrebbe essere l’allenatore e lo staff, la saggezza induce a mutare laddove occorra consiglio ( nel calcio formazione a darle la sua impronta voluta per raggiungere l’obiettivo della gara…) ma non sempre la risposta da parte di qualche interessato potrà essere di pari livello della volontà che lo ha consigliato idealmente per produrre una certa causa-effetto positiva. Ora non si può dire seguendo il Petrarca che un ragazzo possa essere definito “stolto” se non solo in linea ideale qualora non ponga la necessaria autorevolezza, determinazione, intensità tattica o strategica nell’espletare il suo ruolo o i suoi compiti. Pur noto che nello sport i motivi di un calo possono essere tanti e non sempre un complesso del livello dell’Udinese potrebbe non avere in casa i ricambi utili e preparati necessari alla bisogna,cosa che può riguardare invece squadre blasonate tipo Juve, Napoli ecc…. . C’est l’argent qui faits la guerre. Quindi comanda la potenza societaria in termini economici. Ma va aggiunto che chi gioca in queste ultime squadre ha raggiunto o quasi il suo massimo rendimento e non potrà accadere che la discesa.

Mentre nei nostri giovani il loro impegno a crescere li può proporre sul mercato dei buoni talenti o dei Campioni a volte stellari, sta tutto nel loro impegno e nell’apprendere mestiere seguendo a puntino fino al possibile i consigli, ma anche a volte lo sprone, dell’allenatore capace pure di arrabbiarsi in campo ma, nel loro interesse e per il loro bene. L’allenatore infatti dovrebbe seguire sue esperienze e conoscenze, inclusi gli studi sulla materia geo matematici inclusi.

Nel Gattopardo si legge se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi ( Giuseppe Tomasi da Lampedusa ) e questo vale in tutti i campi, nel pallone tutto cambia nelle persone, nella qualità, nella potenzialità, ma il gioco rimane qual’è con le sue regole variabili o meno.

A Genova la squadra ha passato le due sponde opposte, sia chiaro in tutti i suoi limiti, ma nell’intento di fare proprio possibilmente il risultato finale del match, cosa che proprio pareva impossibile.

Infatti la squadra scesa in campo è apparsa impreparata, titubante, impaurita, di fronte a una squadra che potremo definire suo pari. Il Genoa infatti è composto da giocatori esperti vaccinati, si diceva un tempo, preparati all’unisono.

L’Udinese non è da meno con una difesa esperta e con un attaccante altrettanto esperto in Maxi, per il resto è composta da giovani di buonissima levatura tecnico-atletica e tattica ma di giovane età, cosa che forse li danneggia nel senso che possono osannare l’avversario senza accorgersi delle proprie doti e qualità non ancora di levatura eccelsa ma che con la crescita potrebbe diventare e crescere significa, superare se stesso, i propri limiti i soliti noti livelli abituali. Va espletata una ricerca volta a migliorare in continuo senza soluzioni di tempo, i limiti verranno posti naturalmente.

A Genova l’Udinese ha vagato tra due sponde, due argini diversi,dello stesso ostacolo anche grazie a una “tiratina” o sprone si voglia dato alla squadra nell’intervallo da Mister Oddo che pretende a ragione sempre il massimo, ma che è rimasto deluso del primo tempo giocato senza amore ne cuore, squadra abulica, assente per tutto il primo tempo, mentre il Genoa dominava l’azione sul campo. Preoccupante l’Udinese mentalmente vuota del primo tempo.

Nel secondo tempo probabilmente la “scossa” inferta dal mister e dei suoi chiari quanto, prodighi consigli, De nihilo nihil non nasce, nulla dal nulla, gli uomini si dedicano a inseguire una palla o una lepre, è il piacere perfino dei Re. (Blaise Pascal né I pensieri.). Come suggerito da Blaise Pascal o insegui la palla e/o la carriera o vai a caccia d’altro, ma se vuoi la prima devi sudare faticare allo spasimo. A Genova il corso torrentizio dalle sponde diverse probabilmente era rimasto a secco portava poca acqua al mulino della formazione Udinese. Nikolaj Cogol amava sostenere che “ di lunga durata non c’è nulla….” questa una verità basta un incidente, un evento esterno, sul campo o di vita, e puoi vedere il tutto compromesso,dunque senza fretta ma con parsimoniosa determinatezza datevi da fare, cari giovanotti, il futuro può sorridervi, ma non solazatevi nella dolce vita.

Detto che il primo tempo non ha offerto nulla in concretezza di apprezzabile passiamo direttamente al secondo tempo molto (per questa partita…) più interessante specie negli ultimi 20 minuti circa. Ci chiediamo quando l’Udinese potrà avere almeno 100’ nelle gambe e di tempo ne è trascorso,ormai.

Vittoria asfittica giocata contro una squadra che non ti permette il gioco a tutto campo,ma si chiude ti ruba palla e riparte in velocità,quindi squadra non facile da contenere e meno dominare.

In difesa i soliti Bizzarri (grande oltre che prodigo di consigli ai compagni ), ottimo Nuyting, Danilo grandi difensori di ieri, Samir bravissimo giocatore ma discontinuo e pasticcione,ieri ha fatto pagare alla squadra lo scotto di una sua espulsione per fare volontario da dietro l’attaccante lanciato a rete. O si da una regolata o ci rimetterà le…scarpette. Larsen al solito sempre pronto quale tornante stavolta bravo, Fofana potrebbe fare molto meglio, De Paul bene ma inconcludente in attacco ieri al 13’ esce (entra Maxi Lopez) il gioco appare assumere consistenza a validità, al 16’ finta di Lasagna in area avversaria,tiro forte di Maxi Loper botta radente a candela,respinta con palla che corre sul campo della quale l’accorrente Berhami si appropria e insacca, dopo tanto tempo, felici per lui per il suo gol. Behrami festeggia giustamente. Un gol che si rivelerà pesantissimo e che varrà i tre punti all’Udinese. Quest’ultima aiutata un pochino pure dalla dea bendata dal 20’ st dopo l’espulsione di Samir rimasta in 10 ha dovuto difendersi all’unisono sotto l’imperversare dei continui attacchi degli avversari che costringeranno Bizzarri a lavoro straordinario, pure subendo una traversa piena, poi fino alla fine poco altro per fortuna. Ieri le mezze punte Fofana e Jantko non hanno sviluppato un gran belo gioco e De Pauul- Lasagna anche a causa dell’imprecisione inconcludenti o quasi. Halfredsson che entra in sostituzione di Berhami appena rientrato da un infortunio al 17’ st, subito dopo il gol,Halfredsson non tecnico ma fisico ha contribuito al mantenimento del risultato di misura assieme al sempre presente Nuyting su tutti. Si è rivista Angella che ha dato il suo contributo dal 24’ del st in sostituzione di Lasagna oggi all’ombra del Marassi. Berhami “vecchietto giovanile” con alle spalle un rientro da infortunio fa un tiro da tre punti e sopratutto uno scatto intelligente su invito di Maxi così batte il portiere che si stava rialzando. Questo il calcio.

Certo è che questa squadra ha fatto soffrire molto e non solo i tifosi accorsi ma ancora peggio in TV…. . Il giovane giocatore trasferito dal Genova al Monaco a soli 16 anni ( 25 milioni) è andato a salutare Oddo in quantio a lui grato per averlo aiutato agli inizi e consigliato poi.

Ballardini ha salutato oddo,oggi per lui doppia sconfitta, proveniente proprio dal suo pupillo che lui aveva consigliato di fare l’allenatore.

Domenica un Milan che non è al meglio ma un grande blasone comunque,partita solitamente difficile ma non impossibile,serve massima determinazione e squadra efficiente per 90’.Tirito fuori dal cappello i òloro attributi sempre li possano avere. Vedremo Zampano nuovo arrivato e conosciuto da Oddo stante che è ambi destro-sinistro indiferentemente. Vogliamo la migliore Udinese. Bene il Mister anche in versione “peso massimo” a Genova.

Articolo d’opinione di
Carmino Deotti

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