PUNTO BIANCONERO | Finalmente sì, ci siamo: questa Udinese può far bene…

Non era necessario mettersi in ascolto delle parole di Mister Velasquez in conferenza stampa dopo la vittoria casalinga sulla Sampdoria per capire che siamo quasi giunti al momento decisivo. Il momento che porta dritto al passo della maturità utile ad arrivare bene sino in fondo al massimo torneo calcistico italiano. Questa Udinese oramai è piombata a occhio al 70 % della forma, anche se mister Velasquez scommette che ne abbia anche qualcosa di più. L’elemento che sorprende è la grande solidità di questa squadra. Un collettivo assai capace di proporsi in fase d’attacco e un poco meno perfetta in fase difensiva ultima. Anche se, dobbiamo dire la verità, sorprende quel che l’Udinese fa per arrivarci fino a quella fase, determinandosi in maniera positiva e proficua. Ma andiamo con ordine. In fase propositiva il tiki taka tutto spagnoleggiante firmato Velasquez permette all’Udinese di ubriacare l’avversario, anche se sinora abbiamo la certezza del collaudo dei meccanismi correlabile soltanto ad un avversario di taglio medio (come la Samp). In fase difensiva invece grandissima è l’abilità denotata dalla squadra di scalare progressivamente in copertura coprendo ogni possibile pertugio utile all’avversario. Il problema attinente alla fondamentale fase conservativa e di preservazione è il fatto che abbiamo sudato troppo freddo nei frangenti di fine tempo nei quali l’Udinese si lasciava scappare l’avversario probabilmente per causa della sua stanchezza. E si dovrà arrivare a mantenere per quanto possibile il sangue freddo e l’ordine saggio in fasi come queste, durante le quali a volte ti puoi giocare quanto di buono conquistato in partita. Per il resto stiamo proprio “barra a dritta” come si suol dire a qualificazione del punto raggiunto da una squadra come questa. Squadra che ora dovrà soltanto maturare quel chilometraggio che la metterà in grado di reggere proprio per tutta la partita, senza manifestare quelle amnesie che ne anno condizionato i momenti intermedi o di difficoltà più evidente che siano. Ora Udinese, in attesa che a Udine arrivi il buon Torino a mettere a dura prova le tue batterie, in quel di Firenze dovrai imparare a durare per tutta la partita, sennò addio punticini contro le Grandi squadre, che non saranno rappresentate soltanto dalla Lazio che arriverà ad Udine tra sole quattro giornate, ma anche dal Napoli (immediatamente dopo sempre in casa) dal Milan (addirittura nella casalinga successiva) dalla Roma (sempre nell’Arena oramai presidiata dai torelloni). Senza dimenticare l’Inter di Spalletti alla sedicesima (quando ormai è Natale e Babbo Natale starà per dirci che taglio assume il campionato bianconero). La fortuna è che ora per respirare e soprattutto imparare a sopravvivere ci sono Fiorentina, Torino e Chievo (pericoli non assoluti). Altrimenti sarebbe stato un guaio non avere a disposizione quel tempo utile a finire di caricarsi soprattutto a livello di gambe e fiato. Anche se, ripetiamo la sensazione è che si sia davvero sull‘ottima strada, ad un ottimo punto del percorso di perfezionamento che dovrebbe condurre ad una Udinese che dovrebbe essere praticamente un prodotto assai accattivante alla fine della “Corsa delle Corse”. Non era necessario mettersi in ascolto delle parole di Mister Velasquez in conferenza stampa dopo la vittoria casalinga sulla Sampdoria per capire che siamo quasi giunti al momento decisivo. Il momento che porta dritto al passo della maturità utile ad arrivare bene sino in fondo al massimo torneo calcistico italiano. Questa Udinese oramai è piombata a occhio al 70 % della forma, anche se mister Velasquez scommette che ne abbia anche qualcosa di più. L’elemento che sorprende è la grande solidità di questa squadra. Un collettivo assai capace di proporsi in fase d’attacco e un poco meno perfetta in fase difensiva ultima. Anche se, dobbiamo dire la verità, sorprende quel che l’Udinese fa per arrivarci fino a quella fase, determinandosi in maniera positiva e proficua. Ma andiamo con ordine. In fase propositiva il tiki taka tutto spagnoleggiante firmato Velasquez permette all’Udinese di ubriacare l’avversario, anche se sinora abbiamo la certezza del collaudo dei meccanismi correlabile soltanto ad un avversario di taglio medio (come la Samp). In fase difensiva invece grandissima è l’abilità denotata dalla squadra di scalare progressivamente in copertura coprendo ogni possibile pertugio utile all’avversario. Il problema attinente alla fondamentale fase conservativa e di preservazione è il fatto che abbiamo sudato troppo freddo nei frangenti di fine tempo nei quali l’Udinese si lasciava scappare l’avversario probabilmente per causa della sua stanchezza. E si dovrà arrivare a mantenere per quanto possibile il sangue freddo e l’ordine saggio in fasi come queste, durante le quali a volte ti puoi giocare quanto di buono conquistato in partita. Per il resto stiamo proprio “barra a dritta” come si suol dire a qualificazione del punto raggiunto da una squadra come questa. Squadra che ora dovrà soltanto maturare quel chilometraggio che la metterà in grado di reggere proprio per tutta la partita, senza manifestare quelle amnesie che ne anno condizionato i momenti intermedi o di difficoltà più evidente che siano. Ora Udinese, in attesa che a Udine arrivi il buon Torino a mettere a dura prova le tue batterie, in quel di Firenze dovrai imparare a durare per tutta la partita, sennò addio punticini contro le Grandi squadre, che non saranno rappresentate soltanto dalla Lazio che arriverà ad Udine tra sole quattro giornate, ma anche dal Napoli (immediatamente dopo sempre in casa) dal Milan (addirittura nella casalinga successiva) dalla Roma (sempre nell’Arena oramai presidiata dai torelloni). Senza dimenticare l’Inter di Spalletti alla sedicesima (quando ormai è Natale e Babbo Natale starà per dirci che taglio assume il campionato bianconero). La fortuna è che ora per respirare e soprattutto imparare a sopravvivere ci sono Fiorentina, Torino e Chievo (pericoli non assoluti). Altrimenti sarebbe stato un guaio non avere a disposizione quel tempo utile a finire di caricarsi soprattutto a livello di gambe e fiato. Anche se, ripetiamo la sensazione è che si sia davvero sull‘ottima strada, ad un ottimo punto del percorso di perfezionamento che dovrebbe condurre ad una Udinese che dovrebbe essere praticamente un prodotto assai accattivante alla fine della “Corsa delle Corse”.

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