Dopo il battesimo della vittoria questa Udinese ha solo bisogno di tempo per un cammino di crescita. Che con lo stimato Del Neri, probabilmente, sarà ben più rapida e concreta del prevedibile.

delneripensier1Finalmente l’Udinese targata mister Del Neri può innalzare i calici festosi per un primo brindisi: l’ultimo ingrediente che mancava in una ipotetica lista ideale degli elementi da cogliere è ora realtà, grazie a quanto successo proprio domenica scorsa. E’ arrivato pure quel risultato utile a rendere all’intero gruppo bianconero i meriti per una fase della nuova gestione vissuta in costante crescita. E’ arrivato dunque, e facevamo testé riferimento proprio a questo, il corroborante di una vittoria “rotonda”, seppur conquistata avendo dalla propria il vantaggio di giocare in casa, nell’esemplare scenario dello Stadio “Friuli – Dacia Arena” di Udine. E quindi sì è stato proprio colto il traguardo che ci si prefiggeva di tagliare nell’immediato, entro il volgere del numero minore possibile di partite utilil. E il bello è che oltre all’obiettivo numerico dei tre punti raccolti grazie ad una vittoria con altrettanti goal “in cascina”, anche se poi se ne è subito uno che al promettente Pescara del giovane tecnico Oddo si può pure concedere, è arrivata pure la conferma sulla sussistenza di quel livello di intensità che sta per raggiungere livelli più che sufficienti nel caso dell’Udinese del nostro caro “Mister con i baffi” “Made in Friuli”. Giocare mezz’ora addentro il primo tempo ad intensità davvero molto alta ed apprezzabile vuol dire praticamente dare segno di esserci per ben due terzi di gara, visto che poi, successivamente anche al suo vantaggio, l’Udinese si è gestita in maniera non certo biasimevole, tutt’altro. Grazie ad una mezz’oretta come detto “a sprone battuto” e una restante parte di gara nella quale l’Udinese si è espressa in maniera e misura sufficiente, buona e giusta come si direbbe, applicando in maniera assai ligia una fase difensiva a tutto campo piuttosto accorta ed adeguata, possiamo dire di aver visto l’Udinese che volevamo vedere a questo punto della preparazione e del campionato. La chiave di volta è stata proprio la venuta ad Udine del mister di vicino Aquileia, che ha dato a questa squadra entusiasmo e un grande sistema, una sistematicità nell’applicare le buone pratiche tecnico agonistiche che da queste parti non si vedeva come abbiamo già avuto modo di dire dai tempi migliori, quelli in cui nel cuore della Udine del pallone faceva il bello ed il cattivo tempo un certo Francesco Guidolin e ora possiamo dire che in linea di principio si nota la presenza di tutti gli elementi migliori e qualificanti di quella esperienza vincente dei tempi che furono. Ora è solo il momento di dare a questa squadra il tempo ed il modo di poter dare lustro a tutta la sua cavalleria nella maniera migliore possibile. Come ha detto proprio Mister Del Neri non possiamo chiedere già ora a questa squadra di esprimere la pienezza di tutti i valori possibili ed immaginabili. Quindi non tiriamole idealmente il collo, non sia mai. Diamole anzi il tempo di carburare nella maniera e nella misura dovuta. Diamo tempo al vascello bianconero di aumentare la sua velocità di crociera attraverso l’acquisizione di un valore aggiuntivo: l’ulteriore consolidamento della forza del gruppo, un rafforzamento dal punto di vista mentale di un gruppo che già ora dimostra di avere le credenziali per implementarlo. A questa squadra manca solo un elemento: la possibilità di fare kilometri ulteriori con avversari della sua stessa dimensione e quindi alla sua portata. E questa possibilità arriva deliziosamente proprio ora, nel momento giusto in cui serviva. Perché andare a Palermo ora significa proprio trovare una squadra con le stesse prerogative di quella bianconera friulana. La squadra rosa-nero è però anch’essa in pieno rodaggio, e questo significa poter avere maggiori possibilità di far punti in terra di Sicilia, approfittando dei nervi scoperti della squadra condotta da De Zerbi. Squadra che se presa con l’intensità sfoderata dall’Udinese contro il Pescara potrebbe andare nel pallone perdendo per così dire la possibilità di dare il meglio di se sul proprio terreno, questo perché la corpulenza e l’intensità non sono propriamente le armi migliori della squadra siciliana, che casomai può al massimo mettere in campo qualche valore aggiunto allorquando si tratti meramente di giocare di fioretto, privilegiando la tecnica. Allorquando però allo Stadio Barbera dovesse arrivare benauguratamente una squadra bianconera in versione trattore, a quel punto si che le possibilità del Palermo si ridurrebbero in maniera rilevante. La coperta più corta della squadra siciliana che ha già detto di temere l’Udinese renderebbe il terreno fertile per il gioco in contropiede bianconero che avrebbe modo d’essere espresso per il meglio, vista peraltro la non inappuntabile fase di contenimento degli avversari di turno. Avversari dello stesso cabotaggio e dalla configurazione dovrebbero essere più o meno gli altri tre che l’Udinese sarà chiamata ad affrontare sino alla trasferta di Genova, da guardare con un poco di rispetto in più: il campo della squadra della Lanterna è tra i più difficili del campionato e dall’altra parte c’è un altro allenatore che sa insegnare alla sua squadra come guardare a muso duro la squadra friulana. Squadra quest’ultima che ha però il vantaggio di avere rotto il ghiaccio nel momento preciso in cui tale svolta si richiedeva e che ora deve solo imparare a fare tesoro delle qualità che la stanno facendo passare per una squadra che il significato della parola intensità lo sta incamerando e rielaborando veramente, in una maniera ed in una misura che potrebbe spianarle la strada verso un campionato che entro un lasso di tempo di circa un mese o due al massimo potrebbe assumere ben altre sembianze. Se la capacità trascinatrice e la forza di questa Udinese diverranno mature e fattive allora si, questa stessa Udinese si presenterà al giro di boa di questo campionato in una condizione che senza quel fattore aggiunto che si chiama Mister Del Neri ben difficilmente poteva essere nel destino dell’Udinese. Il temperamento è l’arma vincente di mister Del Neri, che lo sta trasmettendo alla squadra stessa con una velocità che sinceramente può far tutto fuorché sorprenderci. E la variabile chiave di una svolta che per l’Udinese potrebbe essere molto più rapida del previsto dovrebbe essere proprio questa. E allora si che potremo dire, e a Dio piacendo diremo “benetto l’arrivo ad Udine di un uomo come mister Del Neri”. Un uomo di spessore che l’Udinese, abbiamo il presentimento che la farà correre eccome. Diamogli tempo e Udine e dintorni saranno campane a festa, per la rinascita di Udinese la cui capacità trascinatrice non sarà certo quella dei magri tempi d’inizio campionato.

Articolo di
Valentino Deotti

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