L’Udinese di oggi e Gianpaolo Pozzo, un timoniere valoroso al quale è oggi doveroso rendere un grazie infinito…

E finalmente anche l’ultimo tassello è stato posto in testa alla piramide tutta d’oro costituita da quell’autentico tesoretto di ben diciotto punti collezionati dall’Udinese nel confronto con le concorrenti più dirette nella corsa alla salvezza, ma anche ad un traguardo di maggiore spessore. Questo ultimo tassello è costituito proprio dal punticino conquistato dai bianconeri in quel di Genova, al cospetto di una Sampdoria da qualche tempo comunque sia in crisi di risultati. E così l’Udinese si può coccolare la sua di serie di risultati sonanti, visto che la squadra bianconera dalla scorsa ultima settimana di ottobre ha impattato soltanto in casa sua contro il Napoli e sul difficile campo del Cagliari, allorquando correvano gli sfortunati ultimi dieci giorni di novembre. Poi, per il resto, è stato tutto un fiorire di risultati utili più o meno significativi e rotondi, che ha portato l’Udinese dal quart’ultimo posto in classifica alla posizione attuale, appresso al decimo gradino del ranking. All’inizio di quel periodo l’avevamo detto, nella nostra rubrica: se l’Udinese avesse fatto quadrato intorno a sé sfruttando le sue migliori prerogative il vascello condotto da Mister Delneri avrebbe sfruttato appieno il vento favorevole dato dalla congiuntura legata alla sua rotta (e segnatamente al calendario della Serie A, prendendo il largo. E così è stato, poiché l’Udinese cammin facendo ha imparato a ottimizzare le risorse psicofisiche prima e a difendersi al meglio poi, con un trend di miglioramento specifico che come abbiamo visto ha raggiunto il suo optimum in occasione delle ultime quattro gare di campionato, nelle quali abbiamo potuto apprezzare una Udinese abilissima a difendersi e a ripartire a pieno organico con ripartenze tanto fulminee quanto efficaci, e spesso pure redditizie. Ora però, l’Udinese, spianati i rilievi relativi a ciò che non andava dal punto di vista prettamente agonistico/prestazionale deve incentrare il suo impegno sul porre rimedio ad altre questioni che dovrà essere la società bianconera a dipanare e risolvere, ed attengono con particolare riguardo al mercato e al rilancio di quelle che si definirebbero le varie economie contestuali proprie dell’Udinese. Sul fronte mercato bisognerà dare alla squadra friulana maggiori e migliori alternative per quanto riguarda ruoli di squadra non così numericamente forniti. A centrocampo per esempio si segnala una copertura non propriamente adeguata per il ruolo di esterno sinistro, con Adnan che non rientrando più perfettamente nei piani della squadra e societari dovrebbe essere ceduto in Serie B alla stessa stregua di altri giocatori che afferiscono ad altri ruoli in lungo ed in largo per la rosa bianconera. Deve essere in buona sostanza ridotto quell’affollamento eccessivo per alcuni ruoli che non giova certo all’adeguatezza specifica del turnover fatto come si deve e agli umori di squadra. La rosa deve essere necessariamente come si suol dire “sfoltita”, e da quella che sarebbe una campagna di riequilibratura della rosa in termini di qualità si ricaverebbero pure le risorse pecuniarie utili ad assestare altri colpi in grado di dare maggiori garanzie laddove serve. In certuni ruoli l’Udinese è proprio sotto organico o si deve porre rimedio a scelte imperfette fatte nel recente passato. Questo è proprio il caso di un intero reparto, l’attacco, che integra uomini sottoutilizzati poiché non compatibili con le necessità tecniche, che dovrebbero essere sostituiti con altri uomini maggiormente attagliati rispetto alla forma mentis tecnica dell’attuale condottiero bianconero Gigi Delneri. Ma non vi è dubbio sul fatto che una gestione societaria che sino ad oggi si è dimostrata brillantemente abile nel tagliare e cucire la squadra sulla base delle necessità correnti saprà ridisegnare la squadra intorno alla figura del tecnico bianconero di vicino Palmanova. Se gli ultimi 30 anni di gestione sportiva sono stati così soddisfacenti nel caso dell’Udinese, lo si deve proprio a chi ha portato a Udine maestranze in grado di vederci chiaro in ogni circostanza legata alla gestione. E se dovessimo ringraziare qualcuno per questa puntualità nella scelta degli uomini giusti il nostro ringraziamento anche fragoroso dovrebbe andare a chi di questi tempi ha annunciato che non si occuperà più direttamente ed in prima persona della squadra, lasciando la gestione bianconera in mano ai propri figli, che fortunatamente proprio dalla sua persona sono stati forgiati nelle loro vesti di operatori del settore. Quindi crediamo di esprimere il pensiero di chissà quanti appassionati ed addetti ai lavori che gravitano intorno all’ambiente bianconero tributando il nostro grazie alla carriera a Gianpaolo Pozzo, un uomo ed una insostituibile garanzia sotto ogni punto di vista per l’Udinese. Un uomo al quale, crediamo debba essere riconosciuto un giustamente universale livello di merito specifico, magari attraverso l’attribuzione alla figura e alla persona da costui rappresentata di un ruolo di merito la cui assegnazione starebbe a significare tutto il riconoscimento alla figura di Gianpaolo Pozzo e alle sue conquiste di uomo di calcio. Il nostro pensiero va all’assegnazione a Gianpaolo Pozzo del ruolo di Presidente Onorario dell’Associazione Udinese Club, atto che da solo sarebbe la cartina al tornasole del valore delle opere di quello che si, mai come nessun altro sino ad oggi, è stato è sarà a pieno merito il primo ed il più decorato uomo della storia dell’Udinese, oltreché il suo primo tifoso, come egli ama sottolineare puntualmente da par suo. Grazie per aver regalato alla sua platea un trentennio che crediamo purtroppo irripetibile, Paròn Gianpaolo Pozzo, crediamo di poter dire interpretando il pensiero di molti e nella certezza che comunque sia – per ora e non sappiamo per ancora quanto tempo – il vascello resterà in buone mani. Nelle mani dei discendenti di un galantuomo che risponde al nome di Gianpaolo Pozzo, e che ha messo in luce il nome dell’Udinese come nessun altro conducendola pure per assai significativi periodi nell’elite del calcio che conta. Buon Natale e Buone Festività natalizie 2016, perché oramai con la nostra Rubrica “Punto Bianconero” ci rivedremo agli albori del 2017. 

Articolo di 
Valentino Deotti

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